Palazzo Marino in Musica incontra Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo
Tre concerti nell’ambito di #INSIDE, il palinsesto di eventi gratuiti e aperti alla cittadinanza,
dedicati alla mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.
L’esposizione a cura di Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca è in corso alle Gallerie d’Italia - Milano
fino al 6 aprile.
8,15,22 marzo 2026
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano.
Tre concerti accompagnano la mostra
Eterno e visione.
Roma e Milano capitali del Neoclassicismo.
Tre concerti per rivivere un’epoca sospesa tra i clamori della storia e l’intimità dei salotti. Un viaggio nella musica di fine Sette e primo Ottocento, quando le note non erano solo intrattenimento, ma il soundscape di un mondo in trasformazione. Sullo sfondo, le guerre napoleoniche sconvolgevano l’ordine antico, mentre nei palazzi e nei teatri d’Europa fiorivano eleganza e innovazione. È in questo contrasto che la musica prende vita: rifugio malinconico nei soirée privati, eroico slancio virtuosistico nelle grandi sale, specchio fedele di un’umanità divisa tra il desiderio di ordine e il vento della rivoluzione.
La Direzione Artistica
Davide Santi e Rachel O’Brien
Domenica 8 marzo 2026
Austerlitz e il salotto. La rivoluzione del quartetto.
Quartetto Rilke
Giulia Gambaro violino
Giada Visentin violino
Giulietta Bianca Bondio viola
Marina Pavani violoncello
Questo concerto traccia un percorso dal salotto settecentesco alla soglia del Romanticismo, un viaggio che riflette le profonde trasformazioni di un’epoca in bilico tra la classica armonia e nuove, tempestose passioni. Il Quartetto in La maggiore G213 di Luigi Boccherini ci consegna intatto il mondo del Settecento: le sue melodie cristalline, l’equilibrio delle forme, il dialogo raffinato tra gli strumenti parlano ancora il linguaggio della grazia e della misura. Con il Quartetto op. 59 n. 1 “Razumovsky” di Ludwig van Beethoven, il terreno comincia a tremare. Come un generale sul campo di battaglia, Beethoven dispiega le sue cellule tematiche in un assalto organizzato: le sue idee musicali si avvolgono, si scompongono, si rincorrono in un moto inarrestabile, fino alla riconquista finale, potente e trasfigurata.
Domenica 15 marzo 2026
Soirée a Palazzo Borghese
Rui Hoshina soprano
Alice Baccalini fortepiano
Quando Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte, sposò nel 1803 il principe Camillo Borghese e si stabilì a Roma, Palazzo Borghese divenne uno dei centri più vivaci della mondanità aristocratica. Figura carismatica e raffinata, Paolina trasformò la residenza in un luogo d’incontro in cui arte, musica e relazioni sociali si intrecciavano con le dinamiche di potere dell’età napoleonica. Le sue feste, i balli e le serate musicali contribuirono a definire un modello di socialità elegante e strategica, in cui prestigio culturale e influenza politica si fondevano.
Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, le soirée nei salotti romani non erano semplici momenti di svago: la musica diventava strumento di distinzione culturale e di costruzione delle relazioni. In continuità con una tradizione seicentesca di ospitalità aristocratica, Palazzo Borghese offriva uno spazio privilegiato per accademie musicali e incontri riservati.
Nelle serate di Paolina il fortepiano ebbe probabilmente un ruolo centrale, con musiche di autori come Clementi e Dussek, accanto ad arie e trascrizioni tratte dal teatro. Le opere di Pergolesi e Cimarosa, amate per la loro immediatezza, e i successi di Zingarelli, circolavano anche in ambito privato, mentre Mozart e il giovane Rossini segnavano il passaggio verso una nuova sensibilità musicale. Queste serate, pur poco documentate, furono un microcosmo del Neoclassicismo europeo, dove musica, conversazione e potere si incontravano.
Domenica 22 marzo 2026
L’eco di Napoleone. Variazioni su un’epoca in rivoluzione
Eliana Grasso pianoforte
La figura di Napoleone Bonaparte incarna l’ideale dell’eroe moderno: geniale e ambizioso, capace di sfidare il destino, ma inevitabilmente votato alla caduta. Questa duplice dimensione – grandezza e rovina – attraversa tre opere musicali profondamente legate al suo mito: le Variazioni sul tema dell’Eroica, la Sonata op. 57 “Appassionata” e Vallée d’Obermann.
Nelle Variazioni sul tema dell’Eroica, Beethoven rielabora il motivo della Sinfonia n. 3, inizialmente dedicata a Napoleone. Il tema diventa un percorso simbolico che va dall’entusiasmo rivoluzionario a una consapevolezza tragica, riflettendo la parabola dell’eroe che da liberatore si trasforma in tiranno.
La Sonata op. 57 “Appassionata” nasce negli anni segnati dalle guerre napoleoniche; alcune fonti ne ricordano la circolazione manoscritta durante l’occupazione francese di Vienna nel 1805, come riflesso del clima drammatico del periodo. In quest’opera Beethoven dà voce alla lotta dell’uomo contro il destino, alla stessa tensione titanica che animò Bonaparte.
Con Vallée d’Obermann, Liszt trasforma l’eroismo in meditazione. L’artista romantico diventa l’erede disilluso di Napoleone: non più conquistatore del mondo, ma esploratore della propria anima. La grandezza si fa introspezione e la battaglia si sposta dall’azione alla coscienza.
Attraverso Beethoven e Liszt, l’ideale napoleonico evolve così da forza rivoluzionaria a simbolo del dramma umano: dal sogno di superare i propri limiti con l’azione e la battaglia, alla sconfitta e all’isolamento, intrisi di nostalgia per ciò che non si può più essere.
I concerti si tengono domenica mattina alle ore 11.00 in Sala Alessi.
I biglietti d’ingresso sono gratuiti.
A partire dalle ore 09.30 del giovedì precedente ogni concerto è possibile prenotarli online sul sito della rassegna (www.palazzomarinoinmusica.it) oppure ritirarli (fino a un massimo di due biglietti a persona) presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia - Milano in piazza Scala, 6.
La rassegna è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano ed è organizzata da EquiVoci Musicali in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia - Milano.
Sponsor tecnico Fazioli.
La direzione artistica è a cura di Davide Santi e Rachel O’Brien.