VIII Edizione – Stagione 2019

 

Classico, Neo-Classico?

Razionalità ed equilibrio nella civiltà musicale Europea.

 

Palazzo Marino in Musica ha proposto un percorso di sei concerti dedicato al concetto di “classico” in musica, nella sua valenza che definisce in modo ampio la musica colta occidentale, a partire dalle radici teoriche e formali dell’antichità, nell’accezione che prende il termine tra Settecento e Ottocento, fino alla nozione di Neoclassicismo musicale.

 

I sei concerti in cartellone sono sei capitoli della storia del significato di “classico” e dei diversi “classicismi” che si sono susseguiti, partendo dalla musica ellenica, che ha posto le basi teoriche e filosofiche del linguaggio musicale occidentale, passando per il grecismo della musica tardo rinascimentale, al Classicismo viennese di Haydn e Mozart, al Neoclassicismo del Novecento fino alle avanguardie, che proprio contestando il concetto di classico hanno potuto produrre opere che con esso necessariamente si confrontano. La sperimentazione musicale è potuta essere cioè innovativa proprio perché esisteva una tradizione classica a cui opporsi, perché esistevano regole da infrangere. Tutta la civiltà musicale occidentale, in conclusione, ha dovuto fare i conti con il concetto culturale di classico, e in rapporto ad esso ha trovato le sue strade, di ispirazione ai modelli passati o di innovazione e rottura.

Come il dio Giano bifronte che osserva il passato e il futuro, la nostra identità sta nel mezzo, vivendo il presente in costante metamorfosi.

 

 

Domenica 7 aprile 2019

Hommage à l’Italie

Alle fonti di Pulcinella e Suite italienne di Igor Stravinskij

Conservatorio di Milano G. Verdi 

Frutto di un’accurata ricerca storica delle fonti, il concerto ha proposto le versioni originali dei brani che utilizzò Igor Stravinskij nel 1919 per comporre la sua prima opera “neoclassica”: Pulcinella. Come in un “pastiche” settecentesco Hommage à l’Italie propone le musiche dei diversi compositori secondo la sequenza del balletto stravinskiano, in una concertazione e strumentazione ispirata alle consuetudini esecutive del repertorio tardo barocco e galante.

Maestro di concerto, Cinzia Barbagelata

Regia, Sonia Grandis

Movimenti scenici e coreografie, Simone Magnani

Preparatore tastiere e basso continuo, Ruggero Laganà

Drammaturgia e coordinamento vocale, Marinella Pennicchi

Note storiche, Pinuccia Carrer

Allievi del Conservatorio G. Verdi di Milano

Domenica 5 maggio 2019
Volteggi musicali

Luca Ciammarughi, pianoforte

La musica per la danza contiene in sè uno spazio, una geometria e una meccanica in grado di indurre il danzatore al movimento, alla grazia e all’eleganza. Sono punti di equilibrio che dal medioevo, al barocco, al neoclassicismo novecentesco mutano senza dimenticare la loro funzione iniziale.   Luca Ciammarghi propone un  ascolto tra le pieghe della storia plurisecolare di uno dei generi più importanti della musica occidentale, da Purcell e Mozart, attraverso il mondo romantico di Schubert, fino alle rivisitazioni moderne di Casella e Ravel.

Canova

Domenica 9 giugno 2019

Il classicismo viennese di Haydn e Mozart

Quartetto Siegfried

Venticinque anni dividono il Quartetto KV 156 di Mozart (1772) dal Quartetto op. 76 n. 4 di Haydn (1797). Il Quartetto KV 428 (1783) di Mozart, si colloca al centro di questo percorso, che a sua volta è nel mezzo di quella che la Storia della musica definisce l’età del Classicismo. Con questo termine si fa riferimento a un periodo nel quale i due compositori definiscono stili e forme di ineguagliata perfezione che dureranno per tutto l’Ottocento: dalla sonata per pianoforte alla sinfonia, dal quartetto per archi a tutti gli altri generi di musica da camera.

Alessandro Savinetti, violino

Andrea Colardo, violino

Francesco Scarpetti, viola

Luca Colardo, violoncello

 

Domenica 1 settembre 2019

Il neoclassicismo tra Novecento e contemporaneo

mdi ensemble

Furono Malipiero e Maderna, nella prima metà del Novecento, tra i primi a scavare a fondo tra archivi e biblioteche per portare alla luce capolavori sepolti. Un giacimento di idee e invenzioni musicali che, quando iniziarono ad emergere, coinvolsero generazioni di compositori affascinati dal mondo “classico” italiano. Dalla polifonia rinascimentale allo stile galante, il periodo d’oro a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, rimane un punto di riferimento anche per i compositori di oggi, da Berio e Gervasoni.

Lorenzo Gentili-Tedeschi, violino

Lorenzo Derinni, violino

Paolo Fumgalli, viola

Giorgio Casati, violoncello

 

Domenica 6 ottobre 2019
La musica nell’antichità classica
Stefan Hagel, classicista

Nella Grecia classica la musica veniva impiegata in molti momenti della vita sociale: nelle cerimonie religiose, nelle gare sportive, nelle feste solenni, nei riti funebri, durante le battaglie così come nel corso dei simposi politici. La lezione-concerto in programma ricostruisce le caratteristiche principali di una modalità di fare musica che pose le basi teoriche di tutta la storia della musica occidentale. Un’occasione unica per scoprire le rarissime melodie antiche giunte fino a noi, eseguite attraverso riproduzioni di strumenti originali e spiegate da uno dei massimi esperti mondiali di musica antica.

 

 

Domenica 3 novembre 2019
Tasso, il poeta-principe della poesia in musica

Accademia d’Arcadia


Molteplici sono le connessioni di Tasso con la musica: autore prediletto di molti compositori della “seconda pratica” – Mazzocchi, Wert, Monteverdi, Marenzio, Luzzaschi, Il Verso, D’India – fu egli stesso appassionato commentatore del rapporto fra parola e musica, al quale guardava studiando la perfezione dello stile dei classici antichi. In un’epoca in cui la musica era realizzazione sonora artisticamente controllata della poesia, Tasso stesso definiva la sua poesia “finzione retorica posta in musica”. Il programma propone una raffinata selezione di brani rinascimentali su testi di Tasso.

 

Ensemble vocale ACCADEMIA D’ARCADIA

Laura Martinez Boj, cantus

Maria Chiara Gallo, cantus

Maximiliano Baños, altus

Massimo Altieri, tenor

Riccardo Pisani, tenor

Renato Cadel, bassus
Matteo Bellotto, bassus

 

Giovanni Bellini, tiorba

 

Alessandra Rossi Lürig, direzione