Palazzo Marino in Musica

V Edizione, stagione 2016

“Con lo sguardo di Schumann”

29 maggio – 13 novembre 2016

Seguendo “lo sguardo di Schumann”, la quinta edizione di Palazzo Marino in Musica ha intrapreso un appassionante viaggio nella musica dell’Ottocento tedesco; attraverso gli occhi di Robert Schumann, con la sua sensibilità e la sua struggente delicatezza, i sei concerti hanno raccontato di un mondo musicale intimo e profondo: quello romantico.

Accogliendo l’eredità di Beethoven, Hegel e Goethe, si aprono le porte a un nuovo mondo artistico, per Schumann rivoluzionario. È un nuovo ascolto della natura, dei moti dell’animo, un impulso interiore e spirituale, in cui compositori come Mendelssohn, Brahms, Mahler e lo stesso Schumann, fanno rientrare nei limiti formali e stilistici del periodo Classico le proprie emozioni. Seguendo le insondabili profondità del proprio sentire, sperimentano nuovi accostamenti, esplorano sonorità nuove in cui ogni nota diventa essenziale.

Così come la pittura romantica, con la sua tensione metafisica verso la dissoluzione dell’io in una natura pura, commovente nella sua grandezza e mistero, aspira all’assoluto, così il linguaggio della musica cela l’espressione più autentica dell’uomo, svela i più intrinseci segreti del mondo e riesce a comunicare l’inesprimibile. Pensava Wackenroder che la musica fosse superiore a tutte le arti per capacità espressiva poiché non ha bisogno della mediazione dell’intelletto, e Hoffmann scriveva che “è la più romantica tra le arti: quasi si potrebbe dire che essa sola è veramente romantica, perché solo l’infinito è la sua intenzione.”

Sei concerti hanno accompagnato “lo sguardo di Schumann” che è quello di un poeta, dal talento sensibile, colui che più di ogni altro credeva nel legame tra vita e arte come anelito all’infinito, che fece sua la tensione spirituale del Romanticismo verso un’ideale di libertà. Percependone profondamente lo spirito, lo descrisse con parole e musica diventando la voce critica di quella gioventù ribelle che si faceva strada nelle case della nascente borghesia. Lui, più di ogni altro musicista del suo tempo, univa la composizione alla sua profonda sensibilità di critico musicale, nella quale la poesia diventava con la musica punto di convergenza di tutte le arti. L’alto valore letterario della sua vita diventa così come la cresta di quelle montagne di Friedrich o di Lange, da cui si scorge l’alba e il tramonto della musica Romantica.

La sua vita con Clara e il loro amore rappresentano uno dei più significativi momenti del Romanticismo tedesco: attraverso i loro “occhi” ha preso vita un percorso nella storia della musica da Bach, grande e imprescindibile Maestro, ai compositori romantici, fino a gettare uno sguardo al di là delle Alpi, all’opera italiana.

I concerti sono stati allo stesso tempo un percorso a sé stante che ha raccontato, ognuno, un capitolo della musica dell’Ottocento, sviluppato e interpretato dagli esecutori con originalità e personalità proprie. Si sono esibiti i migliori talenti delle più prestigiose scuole musicali di Milano: gli allievi del soprano Stelia Doz del Dipartimento di Musica vocale da camera del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano; i più promettenti allievi della Scuola Musicale di Milano e della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Fondazione Milano. Altri tre concerti hanno visto esibirsi musicisti affermati e di grande notorietà: il violoncellista Luca Colardo e il Quartetto Farnese, nato in seno alla Filarmonica Arturo Toscanini. Di spicco il duo di Tatiana Larionova e Davide Cabassi, che hanno eseguito a quattro mani le composizioni di Clara e Robert.

 

 

Immagini soggette a copyright ©Luisa Mizzoni

 

 

Domenica 29 maggio 2016

Gli amici stimati. La vicinanza di Schumann a Mendelssohn e Brahms e la reciproca influenza.
Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Fondazione Milano

Il desiderio dei musicisti di incontrarsi e ascoltarsi tra loro, insieme alla volontà della classe borghese di aprire propri spazi d’arte, dà vita a quella Hausmusik, nella quale la musica da camera riflette i valori di una trasformazione del mondo. È Clara che a Lipsia e Düsseldorf organizza serate aperte a musicisti, scrittori, poeti, per fare e parlare di musica. Mendelssohn, di un anno più anziano di Robert, e Brahms, di tutti il più giovane, sono di casa nel salotto degli Schumann. Amati e ammirati, nella loro diversità, si ritrovavano e ritrovavano se stessi suonando e condividendo con Clara e Robert sogni, ispirazioni e ambizioni in uno scambio reciproco.

Sara Pantalei, pianoforte
Pietro Dipilato, pianoforte
Lorenzo Baldasso, clarinetto
Alessandro Viggiano, pianoforte

Domenica 26 giugno 2016

Des Knaben Wunderhorn. La profonda relazione del Lied tedesco con la poesia.
Conservatorio G. Verdi di Milano

Per i pensatori romantici la vera essenza della musica era il Tondichtugn, poesia fatta a suono. I testi dei Lieder, Il corno meraviglioso del fanciullo – Des Knaben Wunderhorn, parlano di amore, nostalgia, sogni, guerra: queste le voci del Romanticismo tedesco – per qualcuno l’unico, autentico, Romanticismo – che risuonano da secoli nel canto popolare. Non c’è compositore tedesco dell’Ottocento che non li abbia messi in musica: poesie che raccontano corteggiamenti amorosi, scherzi e screzi di innamorati ma anche di tamburini che vanno a morire, di fanciulle sognatrici, in un’ambientazione ora arcaica ora fiabesca, dove non mancano echi della guerra dei trent’anni e la natura emerge, più matrigna che madre.

Le elaborazioni strumentali sono state realizzate dagli studenti di composizione del Conservatorio di Milano.

Mariachiara Cavinato, Sofia Nagast, Monica Sarti soprani
Vittoria Vimercati mezzosoprano
Niccolò Scaccabarozzi baritono
Maxine Rizzotto, Jihye Han pianoforte
Azzurra Steri, Xinqi Cheng direttori
Ensemble strumentale del conservatorio Giuseppe Verdi

 

Domenica 31 luglio 2016

Le radici. Bach, il Maestro.
Luca Colardo

Ogni Paese ha il proprio “padre” in fatto di musica. Quando nel 1829 il ventenne Mendelssohn dirige a Berlino una versione ridotta della Passione secondo Matteo di Bach, ottant’anni dopo la sua morte, forse non immaginava che da quel momento non ci sarebbe stato compositore del XIX secolo, soprattutto tedesco, che non avrebbe sentito l’influenza di Bach come fonte dalla quale attingere per la propria musica. Schumann compreso, autore di accompagnamenti pianistici delle Sonate e Partite per violino e delle Suite per violoncello solo.

Immagini soggette a copyright ©Luisa Mizzoni

 


Domenica 25 settembre 2016

Das Heimatland. Lo spirito musicale della propria terra.
Quartetto Farnese

Dall’Ottocento in poi è in vigore un primato che nessuno ha osato mettere in discussione: quello del quartetto d’archi, al quale casa Schumann dedica le cosiddette mattinate quartettistiche: concerti privati per l’esecuzione di musiche da camera proprie e del repertorio nazionale, considerato il più prestigioso della letteratura musicale contemporanea, grazie ad Haydn, Mozart e soprattutto Beethoven. E’ in questo contesto che tra il 1839 e il 1842 Schumann compone i suoi tre Quartetti op. 41, ai quali guarderanno compositori tedeschi non per nascita ma per formazione; come il ceco Smetana che valorizza melodie e ritmi della musica popolare, trattati in maniera particolarmente raffinata.

Daniele Ruzza, Caterina Demetz violini
Behrang Rassekhi, viola
Maria Cristina Mazza, violoncello

 

Domenica 30 ottobre 2016

Robert e Clara. Nell’intimità di casa Schumann.
Duo pianistico Davide Cabassi- Tatiana Larionova

L’amore tra Robert e Clara fu tra i più intensi e appassionati del Romanticismo, non privo di tormenti e lacerazioni. Le loro vite erano intrecciate in una connubio indissolubile. La coppia suonava a quattro mani alla presenza di amici, anche se lui, marito di una pianista tra le più acclamate del tempo, nel tentativo di diventare un virtuoso del pianoforte, a ventidue anni compromise irrimediabilmente un dito della mano destra. Così la composizione prese sempre più spazio nella vita di Robert e divenne occasione per celebrare il suo amore per Clara.

 

Domenica 13 novembre 2016

Per contro, l’Italia. I grandi compositori italiani amati e avversati dai giovani romantici.
Scuola Musicale di Milano

Dall’altra parte delle Alpi il bel canto spopolava in tutti i teatri europei. I compositori “alla moda” come Bellini, Donizetti e Rossini suscitavano tuttavia ben poco interesse al compositore tedesco. Così Schumann commentava il programma inaugurale della stagione concertistica 1840-1841 a Lipsia: «Se è vero che purtroppo non godiamo di un’eccessiva ricchezza di brani vocali da camera di autori tedeschi ne abbiamo comunque abbastanza per fare del tutto a meno di arie italiane». L’opera italiana, spensierata e leggera, godeva dunque di scarsa considerazione in casa Schumann; ad eccezione di Bellini, molto amato da Clara, e del virtuoso Paganini, per il quale il compositore tedesco subì una vera e propria folgorazione. E intanto un altro astro faceva capolino nel Bel paese: Verdi.

Immagini soggette a copyright ©Luisa Mizzoni

 

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